venerdì 16 ottobre 2015

Dolcetto o scherzetto?

Dopo l'ultimo contatto telefonico con Irene abbiamo la data in cui potremo andare a prendere Lola! I cuccioli stanno bene, hanno superato l'ultima visita e a partire dal prossimo fine settimana potremo tornare a Gassino Torinese per la consegna. Siamo emozionati e vorremmo andare domenica ma guardando il calendario decidiamo di posticipare al fine settimana successivo. Vivi dovrà sottoporsi a un piccolo intervento previsto per il lunedì 2 novembre e sarà utile sfruttare la degenza per far ambientare la cucciola senza lasciarla da subito troppe ore da sola. La notte di Halloween sarà la prima di Lola con la sua nuova famiglia.

giovedì 15 ottobre 2015

Lola ha due mesi

Stasera abbiamo chiamato l'allevamento, Lola oggi ha compiuto due mesi e per come ricordiamo le tempistiche sarebbe consegnabile avendo terminato svezzamento e le vaccinazioni. Purtroppo Irene non ci ha comunicato una data certa, ci è stato detto che indicativamente dovranno passare ancora un paio di settimane e quando abbiamo appeso il telefono eravamo un po' tristi perché i giorni che ci separano da lei sembrano non passare più.

domenica 11 ottobre 2015

Il kennel per cani

Con il termine kennel veniva fino a qualche anno fa genericamente definito il trasportino utilizzato per far viaggiare in aereo i nostri amici a quattro zampe. Negli ultimi anni questo aggeggio si è evoluto ed oggi viene utilizzato per offrire al cane uno spazio delimitato dove sentirsi sicuro. E' ovvio che il primo pensiero guardando questa specie di gabbia è che il cane sia punito e sacrificato, in realtà come suggerisce bene questo scritto trovato in rete il kennel non serve a tenere il cane chiuso dentro ma il resto del mondo chiuso fuori. Irene ci ha convinto a seguire questa abitudine almeno per il primo anno, si impegnerà tra l'altro a fornirci lei un recinto che se vorremo, un domani, potremo riscattare oppure restituirle. In questi giorni stiamo pensando, non avendo capito bene che tipo di dimensioni potrà avere il kennel, a dove collocarlo. Abbiamo prima spostato i divani, poi il tavolo della sala, per qualche ora abbiamo pensato di piazzarlo in cucina ma tutte le ipotesi sono state gradualmente bocciate. Viviamo in una specie di open space quindi il cane non avrebbe una vera stanza tutta propria, ogni spazio potrebbe quindi andare bene ma arrivati a fare alcune prove pratiche non riusciamo a trovare una collocazione adatta. Dove abbiamo posizionato i divani per esempio, precisamente sotto di essi,  corrono i cavi della televisione, luce, telefono, decoder, parabola, praticamente una matassa elettrica a disposizione del cucciolo. Se per assurdo togliamo il pericolo di rosicchiamento che è un'utopia perché la tentazione di fare a pezzi questi cavi sarà incontenibile, ci troveremmo costretti a guardare la televisione in una posizione talmente scomoda da aver bisogno in fretta di un buon fisioterapista. Lo spazio che di solito utilizziamo per i pranzi con ospiti sarebbe perfetto ma è troppo vicino a due caloriferi e il recinto sarebbe sovrastato da un lampadario che pesa quasi quaranta chili. Non succede, ma se dovesse accadere meglio evitare che staccandosi dal soffitto crolli addosso alla piccola schiacciandola durante il sonno. La cucina potrebbe essere lo spazio ideale ma equivarrebbe a privare il cane della nostra vista quando siamo rilassati sui divani, in questo caso lei ci vedrebbe solo mentre mangiamo, sembra un po' troppo crudele collocarla in questa parte della casa. Dopo qualche riflessione individuiamo lo spazio adatto ai piedi della scala a chiocciola che porta alle camere superiori. Se da una parte è vero che potremo accedere alla cabina armadio solo passando dal bagno perché il posizionamento del kennel ostruisce una doppia porta, dall'altra si rivela l'unica posizione idonea per poter permettere alla cucciolo di osservarci quando è nella sua tana e a noi di sorvegliarla quando saremo stravaccati sui divani. Dall'alto poi riusciremmo ad avere la situazione sotto controllo nel caso in cui si renda necessario darle un'occhiata anche di notte.

lunedì 5 ottobre 2015

Un cane indipendente

"Cosa vi aspettate dal cane che desiderate? Vi piacerebbe un peluche da coccolare oppure cercate un cane da lavoro?" Nel nostro incontro con l'allevatrice questa domanda che ci è stata posta tra le tante ha suscitato una risposta istintiva da parte di Viviana: "vorremmo un cane indipendente". Questa sua esternazione mi ha un po' spiazzato. Irene ci ha spiegato quanto il Labrador rispetto ad altre razze sia un tipo di cane che desidera stare costantemente con il padrone addormentandosi appena può vicino a lui, se possibile sdraiandosi ai suoi piedi. Ci è stato detto esplicitamente che se pensiamo che un Labrador se ne stia per conto proprio interi pomeriggi in giardino a guardare il vuoto forse è meglio se cambiamo razza. L'allevatrice ci ha però tranquillizzato molto rispetto alla nostra preoccupazione circa la solitudine che il cucciolo dovrà affrontare. Al mattino la creatura dovrà stare tre ore da sola e al pomeriggio almeno quattro. Può essere questa una condizione di disagio insormontabile? Forse Viviana intendeva affrontare questo aspetto quando parlava di indipendenza? Sono confuso, un cane non è un gatto che può essere anche autosufficiente. Che vita potremo offrire al nostro amico? Un cane se abituato fin da piccolo alle abitudini del proprietario si adegua di conseguenza e sviluppa una sua autonomia. L'animale non è in grado di capire se, quando il padrone è uscito senza portarlo al suo fianco, l'assenza dura cinque minuti oppure quattro ore, il cane in questi casi si rassegna e dorme. Sarà veramente come ci ha detto? Le domande ci riempiono di pensieri ed in parte cerchiamo di rispondere leggendo un libricino che Irene ha scritto (Il manuale del cucciolo). Ci è stata regalata una copia e noi in tre giorni l'abbiamo letto almeno quattro volte a testa. Ci sono scritti tanti consigli utili e prevede alla fine dei capitoli uno spazio per note e appunti. Mi segno la parola "cane indipendente" non ho capito bene cosa significhi ma so che ogni sera quando mi addormento sogno che il cucciolo sia già con noi.

mercoledì 23 settembre 2015

Il bonifico

Il dado è tratto, dopo aver riflettuto un paio di giorni ho fatto quello che ha chiesto Irene. Questa mattina ho inviato una mail con un acconto di prenotazione per il cane, tra circa un mese Irene selezionerà per noi una femmina di Labrador Chocolate e ci dirà quando sarà pronta per consegnarcela.

lunedì 21 settembre 2015

Il primo viaggio in allevamento

Fin dalla sera precedente siamo emozionati a tal punto che pensiamo di trascorrere l'ultima sera in due. Torneremo vincitori da gassino Torinese con la nostra tanto desiderata creatura? La risposta è negativa, i cuccioli che vediamo quando arriviamo in allevamento sono tutti già assegnati e sono abbastanza grandi (3 mesi e mezzo, quattro) la nostra cucciolata ha poco più di un mese e riusciamo a vedere solo un paio di esemplari in braccio all'allevatrice e da lontano perché non sono ancora vaccinati.

Irene ci mostra uno dei cuccioli nati il 15.08.2015

Traspare un po' di delusione in noi mentre siamo intenti a guardare tanti bei cagnolini festanti,  pensare che ci sarà da aspettare ancora più di un mese prima di poterne ricevere uno ci fa un po' dispiacere ma questo disagio è compensato dalla certezza che questo sarà l'allevamento dove acquisteremo il nostro cane. Irene Teppa, l'allevatrice responsabile della struttura è una persona estremamente calma, è avvolta da una specie di mantello zen che la fa apparire ai nostri occhi come l'interlocutrice perfetta per tutti i nostri dubbi ed è capace in due parole di colmare la nostra inesperienza e farci sentire pronti. Al di là dell'impeccabile preparazione e conoscenza della razza ci convince il fatto che lei sceglierà il cucciolo per noi. Ci spiega infatti che in base alla nostra attitudine, esperienza, desiderio di avere un cane da compagnia, lavoro o bellezza lei selezionerà per noi il cane più adatto. All'inizio siamo spiazzati da questa procedura, noi ci eravamo già fatti le nostre idee infantili. Una di queste era proprio legata a come scegliere il cucciolo. "Come facciamo? Prendiamo il primo che ci viene incontro? Quello che sembra rispondere al nome Lola?" Queste sono le domande che ristagnano nella nostra testa ma Irene ci spiega che quando i cuccioli hanno due mesi di età vengono sottoposti a un test che ne evidenzia i tratti caratteriali. Dopo essere stati per due mesi sempre nello stesso ambiente con la mamma vengono fatti uscire e messi alla prova con nuovi oggetti e persone, si osserva il loro comportamento e quello che ne uscirà sarà una valutazione oggettiva del temperamento che il cane possiede già di suo. Tanto dipenderà dall'educazione che gli si darà ma ci invita a ragionare su alcuni esempi: "Chi vi assicura che il cucciolo che non vi viene incontro e sembra non interessato a voi stesse dormendo fino a pochi minuti prima della vostra visita? Magari lo scartate perché sembra il meno affettuoso o il meno vivace e in realtà è così perché si è appena svegliato. Fidatevi non c'è cosa peggiore che scegliere il cucciolo in base alla sensazione di un momento". Con queste parole di Irene in testa intraprendiamo il viaggio di ritorno. Fin dalle prime curve che ci conducono in autostrada fantastichiamo sul futuro che ci aspetta. Ancora non sappiamo quando e chi sarà ma ci sentiamo già i padroni di una splendida Labrador Chocolate.

lunedì 14 settembre 2015

La ricerca

I primi giorni dopo l'estate hanno le sembianze di quando sei innamorato per la prima volta. C'è un senso di totale abbandono fin dal risveglio e rispetto al tipico torpore misto a incazzatura ormai noto alla fine di un periodo di vacanza siamo felici e ci sentiamo un po' ebeti a guardare su internet decine di foto di cuccioli e cani adulti. Una mattina di settembre Vivi ha un ripensamento non sul cane ma sulla razza. Mentre facciamo colazione mi dice che preferirebbe un Golden Retriever.
Io sono inflessibile: femmina, Labrador, Chocolate. Dopo qualche giorno di confusione, convinta da una collega e scoraggiata dal pelo lungo del Golden, Vivi torna sui suoi passi e da nuovamente il suo benestare per il Labrador. Contattiamo tre allevamenti: Saint John in Brianza, Dukeland a Bergamo e L' allevamento della Lontra a Parma. Ci documentiamo dopo essere stati consigliati da possessori, ammaliati dalle immagini viste in rete e raccomandati da amici comuni. Con tutti e tre gli allevamenti prendiamo approfondite informazioni telefoniche. Vivi si consulta con un allevatore di Monza ma rispetto alle nostre buone sensazioni iniziali rimaniamo sorpresi da alcune esternazioni. Sembra che tra allevatori ci sia qualcosa che va oltre la sana competizione e questo contatto monzese ci mette in guardia sul fatto che il Labrador Chocolate sia di moda e l'allevatore metta in risalto la capacità di imprenditore. Improvvisamente ci accorgiamo che siamo in una giungla dove la missione sembra solo e unicamente quella di orientarsi tra persone che fanno business. Questo presunto esperto sta attento a non sbilanciarsi troppo ma senza mezze misure ci scoraggia sulla scelta di quale allevamento visitare, almeno nel nord Italia. Lo sconforto è amplificato dal fatto che le prime cucciolate saranno previste per il 2016 e non vogliamo aspettare così a lungo. Ci vengono consigliati allevamenti in centro Italia, uno a Latina e uno  a Viterbo ma non vogliamo andare così lontano. Il nostro ipotetico mentore telefonico ci apostrofa dicendo che se non siamo disposti a fare un po' di chilometri per scegliere il compagno che ci starà vicino per dieci/quindici anni allora siamo sulla strada sbagliata. Siamo in confusione totale e una mattina salta fuori anche l'ipotesi dell'affido. Seguono giorni dove siamo immersi nel caos, poi il pomeriggio del 13 settembre il mouse del computer si sofferma sull'allevamento Acque Lucenti. Fin dalle prime parole la persona che ci risponde sembra diversa dalle altre, non ostenta la sua esperienza, ci invita attivamente a visitare l'allevamento, ci stimola a sentire anche altri allevatori, non parla di cifre ma chiede soprattutto di conoscere noi. Si tratta di andare a Gassino Torinese poco più di un'ora di strada da casa nostra, è fattibile, decidiamo quindi di fissare un appuntamento per la domenica successiva.