Storie di una Labrador Chocolate e del suo adorabile bisogno di devastarti il cuore, e non solo quello.
domenica 8 novembre 2015
Il parco
Nel fine settimana Lola ha scoperto il parco, domenica mattina siamo andati tutti e tre alla Villa Reale dove abbiamo scattato qualche foto e permesso al cucciolo di socializzare con altri cani. Evito di postare una foto con la piccola perché questa settimana mi ha invecchiato di qualche anno e sono più pallido di un tossico dipendente in crisi d'astinenza. La giornata era ideale per stare fuori tutto il giorno complice una temperatura primaverile, abbiamo resistito fino all'ora di pranzo poi nel pomeriggio Lola ha dormito quasi tutto il giorno rassicurata dalla nostra doppia presenza o forse appagata dalla prima camminata in un parco e non sull'asfalto della città.
venerdì 6 novembre 2015
Vivi torna a casa
Quasi in concomitanza con la scadenza della prima settimana insieme torniamo finalmente in tre. Vivi arriva durante l'orario di pranzo, è affaticata ma felice di aver superato brillantemente l'intervento, dovrà fare nuovi accertamenti con il nuovo anno ma per il momento c'è solo una cosa da fare: godersi il cucciolo per tutto il giorno. Io sono molto più tranquillo sapendo che Lola ha sempre qualcuno a farle compagnia quando torno a casa la sera mi aspetto che Lola con la sua famiglia ricomposta mi ricopra di feste ma quando entro in casa si volta dall'altra parte e si mette a dormire.
giovedì 5 novembre 2015
Il giovedì più lungo della mia vita
La notte passata ha fatto registrare i primi segni di ribellione della piccola. Verso le quattro e mezza si sveglia fa i suoi bisogni, io sono stanco mi alzo con fatica e la osservo senza cercare di farmi vedere. Lola vuole giocare e sceglie il pannolino come suo compagno di giochi. Lo mangia prima negli angoli poi lo accartoccia e lo distrugge in mille pezzi, non c'è verso di farla smettere glielo tolgo e scarica una cacca liquida sul suo vello. E' notte e mi ritrovo in piedi con il mocio in mano a pulire per terra e un cucciolo smerdato che corre per casa. Apro il balcone, fa molto freddo. Il silenzio della notte è indescrivibile e beffardo. La città dorme, nel quartiere c'è un'unica luce accesa, la mia.
Al mattino lascio Lola dopo averla fatta uscire con molta fatica, sono distrutto. Mi chiamano dall'ospedale, Vivi verrà operata questa mattina, prego. Mi chiamano dall'ufficio c'è un cliente che mi aspetta impaziente, me lo faccio passare al telefono e mi sommerge di domande, mi sfida, sono in difficoltà. Onoro l'appuntamento con la pazienza di un santo, dall'ospedale non arrivano notizie e sono agitato. Quando sono le 12:20 e mancano dieci minuti alla chiusura ho il giubbotto addosso e sono pronto a scattare da Lola quando in quel preciso istante entra un cliente che avevo seguito in passato, faccio la trattativa ed esco dall'ufficio all'una passata. Quando entro in casa il kennel è praticamente al centro del salotto, c'è cacca dappertutto, si capisce che Lola ha allentato i cordini di sicurezza fino a scioglierli e saltando contro il recinto a ripetizione ha cercato aiuto. Sono disperato, tra quarantacinque minuti devo essere nuovamente in ufficio, chiedo aiuto a mia mamma che mi raggiunge nel giro di trenta minuti. Nel frattempo ho saltato il pranzo impegnato a pulire. Non sarebbe un'impresa impossibile, basta avere pazienza e un poco di tempo. La prima ce la metto per il secondo non ho chance, devo fare in fretta. Mi servo del balcone per sciacquare con la canna dell'acqua il vello e la base plastificata ma se fossi solo riuscirei agevolmente il compito, con un cucciolo che ti morde le caviglie e corre incontro ad ogni pericolo diventa impossibile. Quando mi chino per frizionare il vello col detersivo Lola mi salta addosso, se rimango in piedi schizzo dappertutto e appena appoggio il tubo per terra per diminuire il getto lei prende in bocca la canna dell'acqua e la trasporta fin dentro casa. Mi cambio per tornare al lavoro rasserenato dall'arrivo di mia mamma, fino alle 18 il pomeriggio con i clienti è infernale, colmo di insidie, trabocchetti e problemi di varia natura. Alle 16 arriva la notizia che l'intervento di Vivi è andato bene, me la passano chiede di Lola. Alle diciotto sarebbe ora di alzare bandiera bianca ma non posso spostare l'ultimo appuntamento, il cliente arriva da fuori ed è in ritardo mi comunica che arriverà alle 19 mentre svolgo la trattativa che porto a buon fine prima delle venti ricevo ripetuti sms. Mi chiama il gruppo musicale, mio fratello, un amico che sento sporadicamente, il vicino di casa e tra telefonate e messaggi ne leggo uno allarmante: "Carta di Credito richiesta autorizzazione per € 1.032,00 da Fendi Italia Milano". Io sono in ufficio non certo da Fendi Italia. Chiamo il numero verde di Cartasi per chiedere spiegazioni, mi hanno clonato la carta on line. Quando rientro a casa sono impegnato al telefono con l'ennesimo operatore per i blocchi della carta, mia madre vuole prepararmi la cena ma è l'ultimo mio pensiero quello di mangiare, mi tranquillizza per la giornata che ha trascorso Lola in sua compagnia, devo andare dai Carabinieri a sporgere denuncia. Quando arrivo in caserma trovo tutto chiuso, citofono ma mi viene riferito che per questo tipo di denunce devo presentarmi in orario d'ufficio. Quando torno a casa sono le dieci passate e mi sento devastato. Ringrazio mia madre prendo in braccio il cucciolo e penso che forse scegliere di prendere un cane sia stato un azzardo. Non è passata neanche una settimana da quando è arrivata Lola e sono molto scoraggiato.
Al mattino lascio Lola dopo averla fatta uscire con molta fatica, sono distrutto. Mi chiamano dall'ospedale, Vivi verrà operata questa mattina, prego. Mi chiamano dall'ufficio c'è un cliente che mi aspetta impaziente, me lo faccio passare al telefono e mi sommerge di domande, mi sfida, sono in difficoltà. Onoro l'appuntamento con la pazienza di un santo, dall'ospedale non arrivano notizie e sono agitato. Quando sono le 12:20 e mancano dieci minuti alla chiusura ho il giubbotto addosso e sono pronto a scattare da Lola quando in quel preciso istante entra un cliente che avevo seguito in passato, faccio la trattativa ed esco dall'ufficio all'una passata. Quando entro in casa il kennel è praticamente al centro del salotto, c'è cacca dappertutto, si capisce che Lola ha allentato i cordini di sicurezza fino a scioglierli e saltando contro il recinto a ripetizione ha cercato aiuto. Sono disperato, tra quarantacinque minuti devo essere nuovamente in ufficio, chiedo aiuto a mia mamma che mi raggiunge nel giro di trenta minuti. Nel frattempo ho saltato il pranzo impegnato a pulire. Non sarebbe un'impresa impossibile, basta avere pazienza e un poco di tempo. La prima ce la metto per il secondo non ho chance, devo fare in fretta. Mi servo del balcone per sciacquare con la canna dell'acqua il vello e la base plastificata ma se fossi solo riuscirei agevolmente il compito, con un cucciolo che ti morde le caviglie e corre incontro ad ogni pericolo diventa impossibile. Quando mi chino per frizionare il vello col detersivo Lola mi salta addosso, se rimango in piedi schizzo dappertutto e appena appoggio il tubo per terra per diminuire il getto lei prende in bocca la canna dell'acqua e la trasporta fin dentro casa. Mi cambio per tornare al lavoro rasserenato dall'arrivo di mia mamma, fino alle 18 il pomeriggio con i clienti è infernale, colmo di insidie, trabocchetti e problemi di varia natura. Alle 16 arriva la notizia che l'intervento di Vivi è andato bene, me la passano chiede di Lola. Alle diciotto sarebbe ora di alzare bandiera bianca ma non posso spostare l'ultimo appuntamento, il cliente arriva da fuori ed è in ritardo mi comunica che arriverà alle 19 mentre svolgo la trattativa che porto a buon fine prima delle venti ricevo ripetuti sms. Mi chiama il gruppo musicale, mio fratello, un amico che sento sporadicamente, il vicino di casa e tra telefonate e messaggi ne leggo uno allarmante: "Carta di Credito richiesta autorizzazione per € 1.032,00 da Fendi Italia Milano". Io sono in ufficio non certo da Fendi Italia. Chiamo il numero verde di Cartasi per chiedere spiegazioni, mi hanno clonato la carta on line. Quando rientro a casa sono impegnato al telefono con l'ennesimo operatore per i blocchi della carta, mia madre vuole prepararmi la cena ma è l'ultimo mio pensiero quello di mangiare, mi tranquillizza per la giornata che ha trascorso Lola in sua compagnia, devo andare dai Carabinieri a sporgere denuncia. Quando arrivo in caserma trovo tutto chiuso, citofono ma mi viene riferito che per questo tipo di denunce devo presentarmi in orario d'ufficio. Quando torno a casa sono le dieci passate e mi sento devastato. Ringrazio mia madre prendo in braccio il cucciolo e penso che forse scegliere di prendere un cane sia stato un azzardo. Non è passata neanche una settimana da quando è arrivata Lola e sono molto scoraggiato.
mercoledì 4 novembre 2015
Secondo giorno da soli sale la tensione
La notte è andata abbastanza bene, ho cenato molto tardi per stare con lei ed ho dormito ancora sul divano. Stasera avrei la partita di basket ma decido di dare forfait, non ci sarebbe nessuno per stare con Lola, dopo che si è fatta tutta il pomeriggio nel kennel mi sembra troppo. In tarda mattinata Vivi non è ancora stata visitata e i dubbi su quando si potrà operare crescono. Quando torno a pranzo trovo la stessa situazione di ieri, anche oggi salto il pasto ed affronto un pomeriggio particolarmente carico di impegni lavorativi con la tensione addosso, fortunatamente chiudo le vendite che devo fare. Mi chiedo al di là dell'imprevisto operatorio chi me l'ha fatto fare di ritirare il cucciolo vista la situazione che avremmo dovuto affrontare a breve. I piani erano però leggermente diversi: per esempio l'idea che Vivi avrebbe avuto almeno otto/dieci giorni di convalescenza era una certezza e avevamo concordato insieme questa soluzione come ideale per abituare Lola alla vita in casa con la costante presenza di qualcuno, questo non sta succedendo e sono logorato dai sensi di colpa. Mia moglie sta male forse ha bisogno di una trasfusione di sangue io non posso andare a trovarla e in casa ho un cucciolo che mi guarda con gli occhi della disperazione. Cerco di ripagarla con una quantità smisurata di coccole ma non sono tranquillo, la guardo dormire a lungo come si fa con un bambino mi tranquillizzo e passo un'altra notte sul divano.
martedì 3 novembre 2015
Da sola
Ieri Vivi avrebbe dovuto fare solo il pre-ricovero per l'intervento ma l'hanno trattenuta in ospedale con l'intento di intervenire in tempi rapidi, di conseguenza io e Lola abbiamo passato la notte a casa da soli. Ho dormito sul divano per monitorare la situazione e al mattino siamo usciti presto, io armato di bottiglia per "sciogliere" le feci che ama depositare in mezzo alla via lei con la sua ormai proverbiale flemma dovuta alla curiosità per il mondo circostante. E' ovviamente presto per notare dei progressi ma il fatto che quando è il momento di uscire provochi in lei disinteresse e quasi un rifiuto ad uscire mi sorprende. Mi aspettavo un cucciolo che appena stimolato al solo rumore del guinzaglio fosse almeno un po' felice Lola invece fa finta di dormire quando la chiamo per fare la passeggiata. Oggi è il giorno della verità devo infatti rientrare al lavoro dopo il lungo week end ed il riposo del lunedì, si tratta di giornate anche particolarmente impegnative. Quando esco non la saluto e mi chiudo la porta delicatamente dietro alle spalle lei sta dormendo e non voglio disturbarla.
Mi fermo un po' in cortile per sentire se abbaia oppure ulula come ha fatto ieri mattina quando era stanca di starsene da sola al chiuso nel recinto. Sembra tutto tranquillo decido quindi di partire per raggiungere l'ufficio e dopo poco meno di due ore sono ansioso, chissà cosa starà facendo senza nessuno intorno a controllarla. Quando rientro per l'ora di pranzo trovo il kennel in condizioni disperate, tra pipì e cacca liquida da pulire se ne va quasi tutto l'intervallo, salto il pasto e dopo aver fatto mangiare e uscire Lola torno in ufficio con lo stomaco chiuso. Sono molto preoccupato anche per Vivi, dall'ospedale non hanno notizie certe su quando si potrà operare e quindi la possibilità che torni a casa oggi è impossibile. Mi toccherà stare ancora da solo con Lola stasera e questo non mi dispiace, i piani però dovevano essere diversi. E' troppo piccola per ritrovarsi intere ore completamente sola decido quindi a metà pomeriggio di mandare a casa mia mamma a sorvegliarla così riesco a concludere la giornata lavorativa un po' meno agitato.
| Ore 8:40 Lola dorme |
Mi fermo un po' in cortile per sentire se abbaia oppure ulula come ha fatto ieri mattina quando era stanca di starsene da sola al chiuso nel recinto. Sembra tutto tranquillo decido quindi di partire per raggiungere l'ufficio e dopo poco meno di due ore sono ansioso, chissà cosa starà facendo senza nessuno intorno a controllarla. Quando rientro per l'ora di pranzo trovo il kennel in condizioni disperate, tra pipì e cacca liquida da pulire se ne va quasi tutto l'intervallo, salto il pasto e dopo aver fatto mangiare e uscire Lola torno in ufficio con lo stomaco chiuso. Sono molto preoccupato anche per Vivi, dall'ospedale non hanno notizie certe su quando si potrà operare e quindi la possibilità che torni a casa oggi è impossibile. Mi toccherà stare ancora da solo con Lola stasera e questo non mi dispiace, i piani però dovevano essere diversi. E' troppo piccola per ritrovarsi intere ore completamente sola decido quindi a metà pomeriggio di mandare a casa mia mamma a sorvegliarla così riesco a concludere la giornata lavorativa un po' meno agitato.
lunedì 2 novembre 2015
Le prime uscite
Il manuale del cucciolo di Irene Teppa raccomanda di far uscire il cane presto al mattino per fare i suoi bisogni poi una volta riportato a casa farlo magiare e portarlo fuori immediatamente dopo che ha finito la pappa. Interpreto alla lettera questa procedura e le prime due uscite ravvicinate sono emozionanti. Non mi aspetto certo un cane che stia al guinzaglio ordinato ed ubbidiente, mi immagino che sia lecito prevedere un po' di paura nel cucciolo in realtà Lola mi smentisce. E' spavalda quanto basta per essere uno scricciolo di 75 giorni ha solo il terrore del grande portone all'ingresso che ha sentito sbattere sia in apertura che in chiusura ed è infastidita dalle auto che corrono lungo il viale Cesare Battisti. Questo stradone è ideale per portare i cani. Innanzitutto è molto lungo, ha delle aiuole verdi che delimitano il tratto ciclabile dalla carreggiata ed è pieno di alberi. Tra la doppia corsia che porta verso la Villa Reale dal lato est ed al rondo' verso ovest c'è un grande prato verde recintato da una fitta siepe alta 70 centimetri. Nel corso degli anni per poterlo attraversare anche non in prossimità degli incroci qualcuno ha creato dei varchi nella siepe. E' un po' pericoloso attraversarlo ma con la giusta attenzione e rapidità è fattibile. Decido di sfruttare uno di questi pertugi per andare nel prato centrale, voglio concedere a Lola qualche passo nel verde con la speranza che faccia la cacca. Nonostante la prenda in braccio per stimolarla al cammino non fa niente, si blocca e guarda un punto all'orizzonte, poi quando sente passare un camion oppure una moto rumorosa si spaventa e si sdraia sull'erba a pelle d'orso. Quando siamo ormai tornati a casa si scarica in mezzo alla via e le feci sono scomposte, quasi liquide, il perché del suo pancino gonfio dipende probabilmente da qualche parassita che si porta dietro dall'allevamento. Mi sono attrezzato con i sacchetti per cani ma è impossibile togliere la marmellata dall'asfalto, decido che alla prossima uscita porterò una bottiglia d'acqua per pulire dove Lola sporcherà. Al mattino abbiamo comprato due strisce di plastica per creare un fondo sotto il kennel facendo in modo che il cane non si adagi direttamente sul freddo della piastrella. Il motivo è principalmente da ricercare nel tentativo di non fare scivolare il kennel nel caso in cui Lola, nonostante il recinto sia stato legato, decida di spingerlo. Il libro ci suggerisce di non fare troppe cerimonie di saluto sia quando si esce che quando si rientra e così rispettiamo alla lettera il consiglio. Quando varchiamo la porta di casa Lola dorme e non si accorge della nostra uscita, al nostro ritorno la salutiamo freddamente e lei contraccambia alzando solo un poco il muso. Ci sorprende la precisione con cui fa i suoi bisogni sul pannolino, solo dopo la pappa non riusciamo ad intervenire perché finito l'ultimo boccone fa pipì appena vicino alla ciotola. L'uscita della sera è un'involuzione rispetto alle due precedenti forse perché è buio ed inizia a fare un po' freddo, altra cacca liquida in mezzo alla strada e il totale rifiuto a camminare. Quando Lola vede una persona che cammina verso di noi si blocca e non si muove fino a quando il soggetto si è avvicinato. In quel momento si lascia andare a feste incredibili verso lo sconosciuto/a che riconoscendo in lei un cucciolo quasi sempre contraccambia.
domenica 1 novembre 2015
La prima notte
Sistemiamo il kennel dove abbiamo deciso e ringraziamo mio fratello per l'aiuto nel montaggio. Il recinto ha una buona struttura e sembra ben solido ci preoccupa il fatto che se Lola tenterà di uscire sbattendoci con le zampe lo potrebbe spostare e far accartocciare, decidiamo così di assicurarlo con due cordini ai lati. Facciamo un nodo alla scala a sinistra e un altro sul lato opposto al cassettone posizionato sotto alla televisione. Ci rendiamo conto che sono quasi le dieci e non abbiamo ancora mangiato, prepariamo qualcosa da mettere sotto i denti. Osserviamo Lola in continuazione poi quando sembra a suo agio bella addormentata ci rilassiamo. Abbiamo disposto all'interno del kennel la ciotola con l'acqua, il vello, un pannolino assorbente per i bisogni, il panda e aggiungiamo un morbido elefantino lilla che fino al giorno prima era rimasto abbandonato su un divanetto della camera da letto. Saliamo anche noi in camera con le orecchie tese per sentire qualsiasi rumore possa emettere. Alle sei siamo già svegli, Lola ha sporcato il suo tappetino assorbente, siamo sorpresi e felici della sua educazione, si capisce che già in allevamento è stata istruita bene, iniziamo la nostra prima domenica insieme.
| Con Vivi i primi dieci minuti nella nuova casa |
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