Forse non tutti conoscono Mister Ok ma facendo una ricerca su internet sarà facilissimo scoprire che dietro questo nome da Supereroe si cela il mitico tuffatore del Tevere, colui che sfidando le acque fredde del fiume che attraversa Roma ogni primo di gennaio si tuffa dal ponte Cavour attirando persino le troupe televisive. Cosa c'entra questo eccentrico personaggio con Lola? Apparentemente nulla ma nel profondo sono accomunati dalla stessa passione. Oggi le temperature sul lago di Como sono scese vertiginosamente vicinissime allo zero, di notte la colonnina segna già dalle undici il segno meno davanti ai gradi. L'acqua del lago è freddissima e stanotte è prevista una forte nevicata. Abbiamo passeggiato fino all'Abbazia di Piona, prima dal sentiero nel bosco e poi lungo la via ciottolata che porta fino all'imbarcadero. Non abbiamo incontrato neanche una macchina e quindi abbiamo lasciato spesso la cagnolona senza guinzaglio, appena ha visto che il lago era alla sua portata si è fiondata dentro, prima le zampe e poi un bel bagno completo con tuffo dal piccolo moletto. Appena uscita dall'acqua era felicissima di correre all'impazzata e rotolarsi nell'erba semi ghiacciata per festeggiare il suo bel tuffo e la sua prodigiosa resistenza al freddo.
Storie di una Labrador Chocolate e del suo adorabile bisogno di devastarti il cuore, e non solo quello.
lunedì 28 dicembre 2020
domenica 13 dicembre 2020
Danni # 39
Potevamo festeggiare il primo anno senza marachelle e invece non ti sei fatta mancare nulla. Dopo un lungo periodo di smart working Vivi ha deciso di andare al lago per restarci fino all'Epifania. Io e Lola abbiamo passato un lungo fine settimana come a vecchi tempi, io vado al lavoro e lei mi aspetta per pranzo, andiamo al parco e poi ci si rivede la sera. Nel mio zainetto c'erano due buste di riso pronto da cuocere, quello con la polverina che lo insaporisce di vari gusti: funghi, carciofi, zafferano, parmigiano, erano piccole provviste per il lago. Lola ne ha prima esplorato il contenuto poi si è pappata il contenuto crudo.
mercoledì 2 dicembre 2020
Oggi nevica
E' partita con una pioggerellina fitta che nell'uscita all'alba ci ha infradiciato entrambi, poi a metà mattina si è trasformata in neve con fiocchi grandi come petali. Non ha attaccato molto a causa del manto bagnato in precedenza ma nei prati una piccola coltre di neve era visibile e calpestabile. Durante la pausa pranzo l'intenzione era di andare al parco ma l'intensità della nevicata mi ha scoraggiato, abbiamo ripiegato sui giardinetti vicino a casa ma non avevo le scarpe adatte e sono scivolato. Non so se un cane ride di gusto ma negli occhi di Lola ho letto un certo divertimento nel vedermi disteso a terra.
martedì 1 dicembre 2020
Campi da tennis coperti
Questa immagine potrebbe arricchire il ciclo di post "i luoghi preferiti di Lola" una ulteriore appendice all'interno del Parco (i Giardini della Villa Reale precisamente) ma la scollego dalla sezione perchè in questo punto, lungo la cinta che separa i giardini dal Tennis Monza, Lola si dedica anche alla sua marachella preferita: cercare qualche cacca umana che gli spacciatori della zona disseminano dietro gli alberi. Una bruttissima abitudine che mi fa arrabbiare tantissimo. Come si nota sullo sfondo i campi da Tennis sono coperti in questa stagione e non c'è rischio che un pallonetto mal calibrato da parte di un giocatore finisca fuori dal recinto e faccia atterrare la pallina in mezzo alle foglie. Lola sarebbe comunque pronta ad utilizzare il suo fiuto infallibile, molto meglio una vecchia pallina ormai ammuffita che una puzzolente cacca marocchina.
venerdì 27 novembre 2020
Cose che succedono il giorno del mio compleanno
Quando ero bambino incominciavo a pensare al giorno del mio compleanno appena iniziava il mese di novembre. Mio padre era nato il sedici del mese e quando ci riunivamo attorno al tavolo per fargli gli auguri e mangiare la torta io contavo i giorni che mi separavano dal momento in cui gli auguri, regali ed attenzioni sarebbero stati tutti per me. Novembre era un mese freddissimo una volta, ricordo che negli anni '80 poteva capitare di guardare fuori dalla finestra e vedere qualche fiocco di neve cadere. La sera prima del 27 novembre facevo fatica ad addormentarmi per l'emozione e spesso mi alzavo al mattino presto e restavo sveglio nel letto aspettando che mia mamma si alzasse. Appena sentivo il rumore delle tazze in cucina mi precipitavo a ricevere i primi auguri della giornata. Ci sono state occasioni in cui ho dovuto aspettare fino a sera prima di ricevere i regali, altre in cui i doni erano già sul tavolo di fianco alla tazza piena di Orzobimbo. Era frustrante scartare i giochi e poi dover andare a scuola, ci sono state un paio di occasioni in cui ero malato e allora, nonostante la febbre raccomandasse di restare a letto lottavo con tutte le forze per dare un senso al giorno del mio compleanno passandolo a giocare e sognare ad occhi aperti. Desideravo spesso un cane ma ogni anno non arrivava mai. Quando ho iniziato ad avere i primi amici a quattro zampe al mio fianco ero ormai un adolescente e mi rendevo conto che il mio compleanno iniziava a perdere significato. Il menu del giorno preparato con amore da mia mamma continuava ad offrire i miei piatti preferiti: val au vent con pisellini, prosciutto cotto e besciamella, pasta gratinata, scaloppina al vino bianco e patatine fritte, creme caramel. Il passare del tempo ha iniziato ad avere un peso troppo ingombrante da sostenere per un ragazzo che si affaccia al mondo adulto e da quando ho terminato gli studi e iniziato a lavorare il giorno del mio compleanno è diventata un occasione per intristirmi. Anno dopo anno ho iniziato a detestare il momento in cui dovevo dire grazie a chi mi faceva gli auguri, all'inizio del ventesimo secolo con l'avvento dei cellulari ho imparato ad odiare ogni singola telefonata di auguri sia che provenisse dai miei parenti che da amici. Ricordo che nel 2014 spensi addirittura il telefono. Questa edizione che mi ha visto compiere 46 anni è stata diversa dalle altre fin dal mattino. Mi sentivo più felice del solito. Se nel 2014, al compimento dei quaranta anni un mio superiore mi fece notare con una metafora che ora il serbatoio della benzina della vita aveva l'ago fermo esattamente sulla metà, ogni compleanno futuro quell'ago avrebbe inesorabilmente iniziato a pendere verso la fine del serbatoio, la fine della benzina, il termine del viaggio chiamato vita. E da allora le tacche verso la scritta "empty" sono altre sei e lentamente la levetta inizia a inclinarsi. Mi sono alzato poco prima delle sette e mi attendeva un venerdì abbastanza ricco di appuntamenti di lavoro, alcuni impegnativi, altri semplicemente antipatici. Dopo esser andato in bagno sotto gli occhi vigili e affamati di Lola ho iniziato a leggere i primi messaggi e la mia cagnolona ha iniziato a sommergermi di leccate in viso, sulle orecchie, sul collo, in fronte. Di solito fa così per convincermi a darle da mangiare prima di uscire ma questa volta sembrava animata da altre pulsioni, sembrava volermi dire: sii felice, è il tuo compleanno e sono qui con te. Un piacevole buon umore mi ha accompagnato tutta la giornata e la sera appena rientrato a casa Vivi aveva messo un fiocco attorno al collo di Lola che per niente infastidita dal filo dorato mi ha ricoperto di feste come già aveva fatto al mattino. E' stato un bel momento che ha concluso un compleanno finalmente trascorso felicemente.
venerdì 20 novembre 2020
Il luoghi preferiti di Lola pt. 3: Lo scrittore (opera d'arte nel Parco di Monza)
Donata dall'artista Giacomo Neri l'opera d'arte "Lo scrittore" si erge con tutta la sua maestosità in un prato del Parco di Monza e celebra la solitudine. Molte volte la sensazione del sentirsi solo mi ha avvolto in passato e la sublimazione di questo sentimento (non per forza distruttivo dal mio punto di vista) avveniva spesso quando passeggiavo nel verde prima che arrivasse Lola. Ho camminato molto nel parco con Bruce e George in passato ma con la mia amica del cuore è diventata un'abitudine quotidiana raggiungere il parco e cercare la nostra pace interiore insieme. Molti sono gli appezzamenti dove Lola scova gli odori più interessanti dove fermarsi, l'erba più fresca dove rotolarsi, i legni più tosti da sgranocchiare e gli amici più vispi con cui giocare, eppure solo in questo in prato trova il massimo del godimento. Non è vicinissimo arrivarci da casa nostra (sono circa 7km solo all' andata) ma non appena ci arriviamo mi risulta difficilissimo impostare la rotta per proseguire verso un' altra meta o rientrare verso casa.
mercoledì 18 novembre 2020
RIP Fletter
Oggi è mancato Fletter e sono molto triste perchè non lo rivedrò più. Lo sono ancor di più per la sua mamma Michela, sapendo del suo amore incondizionato immagino che stia soffrendo in un modo non raccontabile. Qui sul blog ne ho già parlato di Fletter, era più o meno il 2016, non mi va di ripostare il link, cercatelo a ritroso se vi va, il titolo era semplicemente il suo nome. Questa estate ero venuto a conoscenza di un piccolo problema che poi si è rivelato grande e nonostante l'intervento, le cure disperate, purtroppo non ce l'ha fatta. Ci siamo incontrati per caso al parco come era successo tantissime altre volte, i nostri erano incontri fortuiti senza appuntamento. Ci vedevamo da lontano, Michela diceva: "puoi mettere via la pallina per qualche minuto?" e poi mano a mano che ci avvicinavamo era tutto un complimento reciproco "ah ma è la Lola!" e io ribattevo "come va la vita campione Fletter?" e via a camminare insieme, a scambiarci idee, racconti, sensazioni, l'amore verso i nostri amici a quattro zampe era sempre protagonista. Sembra scontato scriverlo a posteriori ora che non c'è più ma Fletter è stato un maestro straordinario per Lola. Il modo di autolimitarsi, calmarsi quando arrivano gli attimi di iper agitazione per esempio, il mio cane lo ha imparato nelle passeggiate con Fletter, osservandolo e seguendo le nostre indicazioni. Io lo definivo il suo personal yoga trainer. Grazie per averci insegnato a vivere sereni, a prevenire i pericoli, a guardare sempre dieci metri avanti, a muoverci con circospezione dove non si conosce la rotta, infinite grazie per averci insegnato come si esplorano i boschi, grazie per averci insegnato anche le cose più elementari: come bisogna bere senza soffocarsi per esempio. A Lola non l'ho ancora detto ma guardandola dormire in questo momento sono certo che ti stia sognando felice e spensierato lassù tra le stelle, riposa in pace amico. Sii forte Michela!