Storie di una Labrador Chocolate e del suo adorabile bisogno di devastarti il cuore, e non solo quello.
giovedì 31 gennaio 2019
Cura dell'otite cronica
Gennaio è stato il mese in cui ho camminato meno da quando Lola è arrivata nella mia vita, me lo ha detto un'applicazione che ho sul telefono. A parte i primi cinque giorni del mese in cui Vivi era in ferie e si è occupata di lei a tempo pieno mentre io riprendevo a lavorare, il resto del mese tutto è ricominciato come al solito ma il lavoro mi ha teso qualche insidia e ogni tanto le nostre passeggiate ci sono andate di mezzo. Abbiamo deciso un intervento mirato per risolvere il problema dell'otite e grazie all'intervento della dermatologa Alessandra Dal Monte abbiamo definito una terapia specifica. La cura consiste nel somministrare due volte a settimana quattro compresse di Sporanox durante il pasto e lavare quotidianamente il padiglione con un prodotto detergente e disinfettante che puzza di zolfo. Usiamo dei fazzolettini delicati per asportare il cerume, Lola si è abituata a questa procedura quotidiana e si lascia curare senza opporre troppa resistenza. Localmente applichiamo cinque gocce di Aurizon per orecchio e massaggiamo. E' importante instillare le gocce due volte al giorno ma attendere sempre circa trenta minuti prima di effettuare i lavaggi. A guarigione avvenuta interverremo sull'alimentazione facendo diverse prove per capire quale cibo monoproteico sia il più indicato. Alla prima visita di controllo si vedono miglioramenti ma i batteri e la malassezia persistono continua quindi la somministrazione dei farmaci.
sabato 22 dicembre 2018
Addio 2018
Con questo post chiudo il 2018, un altro anno in compagnia della mia amata Lola. E' stato un anno terribile, prima si è portato via George e poi la mia mamma. Sono stati mesi lunghissimi, giorni infiniti, ore che sembravano durare anni. E' stato un anno di grandi e profonde meditazioni, passeggiate solitarie, pensieri rivolti al passato, domande senza risposte su cosa ci potrebbe riservare il futuro e la certezza del presente con il suo contenuto colmo di devastazione. Distruzione soprattutto interiore con i ricordi che fanno bene ma portano un carico di aghi di luce che fa molto male sentirselo rovesciare addosso. Spilli che entrano sotto pelle e si prova tanto dolore anche solo a sfiorarli perché sono talmente vivi e illuminati che riesci a vederli anche attraverso i tessuti. E ci prendi quasi gusto a farti del male che quasi li vai a cercare di proposito. Poi ci sono quelli che non vedi, quei pezzettini di ferro conficcati sotto la pianta di un piede o al centro della schiena e non solo diventa impossibile sfilarli ma non riesci a capire nemmeno quanto si sono conficcati nella pelle e se è più facile spingerli dentro che estrarli oppure semplicemente conviverci sopportando il loro modo affilato di pungere. Come una bomba che è esplosa a una distanza tale che tra me e l'ordigno non c'è stato nessun tronco secolare a trattenere le schegge, nessun muro ad assorbire il metallo, nessuna gomma rigida a farlo rimbalzare lontano da me, l'unico bersaglio ero io. Così ogni giorno hai bevuto la Ceres per vedere se quegli spilli riuscivi ad arrugginirli e più bevevi più speravi inutilmente di renderli spezzabili pur sapendo che non se ne sarebbero andati ma sarebbero diventati ancora più piccoli e frammentati pronti ad occupare altri pezzi di te, cellule, organi, persino le unghie. Poi c'è stato il libro, "Con la scusa dei mondiali" mi ha distratto, mi ha fatto compagnia, mi ha fatto piangere mentre lo scrivevo e rileggevo e mi ha reso felice quando una volta terminato è arrivato nelle case di chi lo ha acquistato ed è piaciuto -molto- praticamente a tutti. Eppure non è bastato per essere felici, sereni, spensierati, pronti a vivere la vita che verrà con gioia perché cerco sempre di complicarmi l'esistenza anche se di per sé è già incasinata da sola. Fa rima con Lola, magnifica amica mia.
lunedì 17 dicembre 2018
Danni # 35
Oggi Vivi è uscita con Lola al mattino per consentirmi di recuperare qualche ora di sonno e così è stato. Erano circa tre anni e mezzo che non dormivo fino alle 10 del mattino e sarei andato avanti se non fossi stato svegliato da un rumore di carta, tipo pagine strappate. Lola non ha realizzato che fossi di sopra a dormire e dopo aver tirato fuori tutti i suoi giochi si è divertita a sfasciare la cesta che li contiene. Magari ha pensato che fosse un modo simpatico per tirarmi giù da letto... Lo sguardo quando mi ha visto era tutto un programma ma non me la sono sentita di fotografarla.
lunedì 10 dicembre 2018
Tradizionale gita nelle Langhe
Nel 2018 la nostra scampagnata a mangiare tartufo, bere vino e camminare tra le vigne nel basso Piemonte l'abbiamo spostata per il ponte dell'Immacolata. Che poi un vero ponte non è stato perché la domenica sono dovuto rientrare per lavorare. La temperatura e il bel tempo ci hanno premiato e Lola ha apprezzato la gita, qui sotto è immortalata sulla terrazza panoramica di Magliano Alfieri.
martedì 27 novembre 2018
Durante la presentazione di Con la scusa dei Mondiali
Mentre raccontavo il libro a molti invitati, Lola si accucciava ai miei piedi. Ripenso a quante volte mi ha visto intento a scrivere, leggere a voce alta, correggere, rileggere, riformulare e mi convinco che anche il mio cane questo libro lo sappia a memoria.
lunedì 5 novembre 2018
Bruma
Passeggiando al parco con Lola puo' capitare di imbattersi in questo genere di spettacolo della natura.
E a noi piace perderci lì dentro.
E a noi piace perderci lì dentro.
sabato 3 novembre 2018
Con la scusa dei Mondiali ... e Lola.
Questa è la copertina del mio primo romanzo. Non è un libro solo sul calcio, è la cronologia esistenziale della mia vita scandita dai mondiali. Tra pochi giorni lo stampo e lo presento a fine mese il giorno del mio compleanno.
Lola è stata una compagna insostituibile, scrivevo la sera dopo cena e lei stava lì ad osservarmi. Poi quando uscivo con lei per la passeggiata serale riavvolgevo il nastro dei ricordi e ricominciavo a scrivere fino a notte fonda e Lola stava lì ai miei piedi ad ascoltarmi mentre rileggevo e a guardarmi mentre mi tormentavo quando le parole non ne volevano sapere di uscire. Il giorno successivo nelle nostre passeggiate dell'ora di pranzo meditavo sulla notte precedente e andavo avanti con i ricordi guardando Lola correre e giocare.
Ieri io e Vivi abbiamo riletto la stesura finale andando a caccia dei refusi e dopo aver terminato il lavoro siamo andati al parco, ho voluto portarla a vivere per qualche minuto cio' che io ho vissuto per nove lunghi mesi. I prati, la testa che pensa e ricorda, Lola che corre. Vivi mi ha scattato questa bellissima foto.
Grazie Lola, amica mia, vola alto "Con la scusa dei Mondiali"
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