venerdì 27 novembre 2020

Cose che succedono il giorno del mio compleanno

Quando ero bambino incominciavo a pensare al giorno del mio compleanno appena iniziava il mese di novembre. Mio padre era nato il sedici del mese e quando ci riunivamo attorno al tavolo per fargli gli auguri e mangiare la torta io contavo i giorni che mi separavano dal momento in cui gli auguri, regali ed attenzioni sarebbero stati tutti per me. Novembre era un mese freddissimo una volta, ricordo che negli anni '80 poteva capitare di guardare fuori dalla finestra e vedere qualche fiocco di neve cadere. La sera prima del 27 novembre facevo fatica ad addormentarmi per l'emozione e spesso mi alzavo al mattino presto e restavo sveglio nel letto aspettando che mia mamma si alzasse. Appena sentivo il rumore delle tazze in cucina mi precipitavo a ricevere i primi auguri della giornata. Ci sono state occasioni in cui ho dovuto aspettare fino a sera prima di ricevere i regali, altre in cui i doni erano già sul tavolo di fianco alla tazza piena di Orzobimbo. Era frustrante scartare i giochi e poi dover andare a scuola, ci sono state un paio di occasioni in cui ero malato e allora, nonostante la febbre raccomandasse di restare a letto lottavo con tutte le forze per dare un senso al giorno del mio compleanno passandolo a giocare e sognare ad occhi aperti. Desideravo spesso un cane ma ogni anno non arrivava mai. Quando ho iniziato ad avere i primi amici a quattro zampe al mio fianco ero ormai un adolescente e mi rendevo conto che il mio compleanno iniziava a perdere significato. Il menu del giorno preparato con amore da mia mamma continuava ad offrire i miei piatti preferiti: val au vent con pisellini, prosciutto cotto e besciamella, pasta gratinata, scaloppina al vino bianco e patatine fritte, creme caramel. Il passare del tempo ha iniziato ad avere un peso troppo ingombrante da sostenere per un ragazzo che si affaccia al mondo adulto e da quando ho terminato gli studi e iniziato a lavorare il giorno del mio compleanno è diventata un occasione per intristirmi. Anno dopo anno ho iniziato a detestare il momento in cui dovevo dire grazie a chi mi faceva gli auguri, all'inizio del ventesimo secolo con l'avvento dei cellulari ho imparato ad odiare ogni singola telefonata di auguri sia che provenisse dai miei parenti che da amici. Ricordo che nel 2014 spensi addirittura il telefono. Questa edizione che mi ha visto compiere 46 anni è stata diversa dalle altre fin dal mattino. Mi sentivo più felice del solito. Se nel 2014, al compimento dei quaranta anni un mio superiore mi fece notare con una metafora che ora il serbatoio della benzina della vita aveva l'ago fermo esattamente sulla metà, ogni compleanno futuro quell'ago avrebbe inesorabilmente iniziato a pendere verso la fine del serbatoio, la fine della benzina, il termine del viaggio chiamato vita. E da allora le tacche verso la scritta "empty" sono altre sei e lentamente la levetta inizia a inclinarsi. Mi sono alzato poco prima delle sette e mi attendeva un venerdì abbastanza ricco di appuntamenti di lavoro, alcuni impegnativi, altri semplicemente antipatici. Dopo esser andato in bagno sotto gli occhi vigili e affamati di Lola ho iniziato a leggere i primi messaggi e la mia cagnolona ha iniziato a sommergermi di leccate in viso, sulle orecchie, sul collo, in fronte. Di solito fa così per convincermi a darle da mangiare prima di uscire ma questa volta sembrava animata da altre pulsioni, sembrava volermi dire: sii felice, è il tuo compleanno e sono qui con te. Un piacevole buon umore mi ha accompagnato tutta la giornata e la sera appena rientrato a casa Vivi aveva messo un fiocco attorno al collo di Lola che per niente infastidita dal filo dorato mi ha ricoperto di feste come già aveva fatto al mattino. E' stato un bel momento che ha concluso un compleanno finalmente trascorso felicemente. 

venerdì 20 novembre 2020

Il luoghi preferiti di Lola pt. 3: Lo scrittore (opera d'arte nel Parco di Monza)

Donata dall'artista Giacomo Neri l'opera d'arte "Lo scrittore" si erge con tutta la sua maestosità in un prato del Parco di Monza e celebra la solitudine. Molte volte la sensazione del sentirsi solo mi ha avvolto in passato e la sublimazione di questo sentimento (non per forza distruttivo dal mio punto di vista) avveniva spesso quando passeggiavo nel verde prima che arrivasse Lola. Ho camminato molto nel parco con Bruce e George in passato ma con la mia amica del cuore è diventata un'abitudine quotidiana raggiungere il parco e cercare la nostra pace interiore insieme. Molti sono gli appezzamenti dove Lola scova gli odori più interessanti dove fermarsi, l'erba più fresca dove rotolarsi, i legni più tosti da sgranocchiare e gli amici più vispi con cui giocare, eppure solo in questo in prato trova il massimo del godimento. Non è vicinissimo arrivarci da casa nostra (sono circa 7km solo all' andata) ma non appena ci arriviamo mi risulta difficilissimo impostare la rotta per proseguire verso un' altra meta o rientrare verso casa.



 



mercoledì 18 novembre 2020

RIP Fletter

Oggi è mancato Fletter e sono molto triste perchè non lo rivedrò più. Lo sono ancor di più per la sua mamma Michela, sapendo del suo amore incondizionato immagino che stia soffrendo in un modo non raccontabile. Qui sul blog ne ho già parlato di Fletter, era più o meno il 2016, non mi va di ripostare il link, cercatelo a ritroso se vi va, il titolo era semplicemente il suo nome. Questa estate ero venuto a conoscenza di un piccolo problema che poi si è rivelato grande e nonostante l'intervento, le cure disperate, purtroppo non ce l'ha fatta. Ci siamo incontrati per caso al parco come era successo tantissime altre volte, i nostri erano incontri fortuiti senza appuntamento. Ci vedevamo da lontano, Michela diceva: "puoi mettere via la pallina per qualche minuto?" e poi mano a mano che ci avvicinavamo era tutto un complimento reciproco "ah ma è la Lola!" e io ribattevo "come va la vita campione Fletter?" e via a camminare insieme, a scambiarci idee, racconti, sensazioni, l'amore verso i nostri amici a quattro zampe era sempre protagonista. Sembra scontato scriverlo a posteriori ora che non c'è più ma Fletter è stato un maestro straordinario per Lola. Il modo di autolimitarsi, calmarsi quando arrivano gli attimi di iper agitazione per esempio, il mio cane lo ha imparato nelle passeggiate con Fletter, osservandolo e seguendo le nostre indicazioni. Io lo definivo il suo personal yoga trainer. Grazie per averci insegnato a vivere sereni, a prevenire i pericoli, a guardare sempre dieci metri avanti, a muoverci con circospezione dove non si conosce la rotta, infinite grazie per averci insegnato come si esplorano i boschi, grazie per averci insegnato anche le cose più elementari: come bisogna bere senza soffocarsi per esempio. A Lola non l'ho ancora detto ma guardandola dormire in questo momento sono certo che ti stia sognando felice e spensierato lassù tra le stelle, riposa in pace amico. Sii forte Michela!   

mercoledì 28 ottobre 2020

Il buen retiro

Lunedì abbiamo fatto il rogito e dalle ore 10:00 del 26 ottobre siamo proprietari di una casa indipendente nel comune di Colico, precisamente nella frazione Olgiasca. Tutto è bellissimo, come sognavamo noi da molti anni. Sono convinto che in questa lunga ricerca una mano sulla spalla (quella sul portafogli è stata determinante e ovvia) sia stata anche guidata da lassù dai miei genitori. Abbiamo deciso dopo aver visto l'immobile per venti minuti scarsi e solo una volta, sapevamo fin dal primo istante che sarebbe stata la nostra scelta. Lola non è stata coinvolta nella scelta, non potevamo presentarci col cane all' appuntamento ma quando le ho raccontato di questa casa era come se nei miei lunghi discorsi leggessi nei suoi occhi uno sguardo di approvazione. Ci siamo fermati per due giorni e dopo un primo momento di assestamento siamo tutti e tre già a nostro agio, e molto felici.








 

martedì 20 ottobre 2020

RIP Spike

La simpatia che Lola nutre per i Bulldog Francesi sia maschi che femmine è ormai consolidata, si è manifestata fin dalle prime uscite e continua ad essere un cardine della sua spasmodica voglia di fare amicizie nuove e mantenere vive quelle storiche. Nel quartiere, Oscar un esemplare tigrato, è sempre in prima linea tra le sue preferenze ma solo un spanna indietro rispetto a Spike. I due amici sono profondamente diversi pur essendo tutti e due tigrati. Spike è un po' più anziano ma ancora spavaldo, educatissimo a camminare senza guinzaglio a fianco dei suoi padroni anche in mezzo al traffico (conosco solo il nome della mamma, Bianca). 

Purtroppo da questa estate sono sopraggiunti diversi problemi e oggi è il giorno dell'addio, hanno deciso di addormentarlo per non allungare le inevitabili sofferenze. L'ho saputo ieri sera da un'amica comune e sono ovviamente rimasto molto turbato e dispiaciuto. Bianca e suo marito hanno due bellissime bambine ma noi abbiamo imparato a conoscere la loro famiglia quando ancora non erano genitori e il terzo abitante del nucleo familiare era appunto il loro amico a quattro zampe. L'andatura dinoccolata, un po' ondeggiante, il collare con le borchie appuntite e lo sguardo scontroso con gli occhi arrapati di fronte alla sua Labrador chocolate preferita. Spike era così, non mi ha quasi mai guardato, era sempre troppo attratto da un suo simile che sembrava non voler perdere tempo per rispondere ai miei simpatici complimenti. Stamattina speravo di incontrarlo e la buona stella che illumina il mio amore per gli animali ci ha fatto incontrare. 

Non è stato per niente bello piangere con Bianca alle otto del mattino su un marciapiede di fianco alle auto in coda con le persone che andavano al lavoro. Chi ci ha visto si sarà chiesto certamente il perchè di tanta disperazione che si è amplificata quando ho chinato lo sguardo verso il basso e Spike era lì che mi guardava con una espressione unica che sembrava volermi dire: "ciao umano, sei un bravo padrone anche tu come i miei. ma tu sei troppo alto per questo non ti ho mai guardato ma oggi ti saluto volentieri per l'ultima volta". Io sono certo che in quegli occhi ci fosse scritto tutto questo. Riposa in pace amico Spike, non ti dimenticherò.

 

giovedì 8 ottobre 2020

Usciamo allo scoperto

Questo blog l'ho sempre tenuto nascosto. Ho iniziato a scriverlo per ricordarmi, un domani quando non ci sarà più, quanto è stata straordinaria l'esistenza a fianco del miglior amico dell' uomo. Ho anche pensato che quel momento sarà straziante ed è un peccato non condividere i momenti belli per lasciare spazio solo a una grande malinconia. In questi anni alcuni amici (pochi in verità) sono capitati su questa pagina per caso e mi fa molto piacere sapere che, con regolarità, i lettori si divertono a seguire questa pagina. Oggi ho scritto un lungo post sulla mia pagina Facebook per diffondere i contenuti di questo diario. Lola sei pronta a firmare i tuoi primi autografi?

 

 

martedì 22 settembre 2020

I luoghi preferiti di Lola pt. 2: Le vie del centro


Che Lola sia un cane mondano non è una novità. Fin da piccola ha sempre dimostrato di gradire la passeggiata nelle vie che circondano l'Arengario. Come biasimarla, gli odori sono concentrati in ogni angolo, fuori da ogni negozio, ai bordi delle tante fioriere che arredano il centro cittadino. In questi anni col suo musino è anche riuscita a farsi ben volere in un paio di panifici ed è talmente spavalda da entrare da sola, mettersi seduta ed aspettare il suo grissino. Qui sopra eccola felice in via Italia, la pioggia di oggi non l'ha sicuramente scoraggiata.